Renato Turla

Lo sviluppo di un’asana pone inevitabilmente una serie di interrogativi, di “PERCHÈ ?”

Un insegnante Jyotim ha il compito e la capacità di tradurre e rendere chiaro il perchè del movimento di ogni singolo segmento del corpo al fine di realizzare una sempre più ampia consapevolezza del “fare”.

Egli sa guidare nella ricerca e l’utilizzo del particolare, non solo per trasformare l’asana in atto ma anche per gettar luce su molte altre.

L’insegnante deve possedere un forte intento nel ricercare e solo così potrà stimolare l’allievo. E’ importante che nell’allievo vengano sviluppate facoltà intuitive e creative al fine di sintonizzare corpo – cervello – cuore!

L’allievo va addestrato verso una conoscenza figlia del “fare” per favorire in lui quella facoltà di osservazione che da un forte impulso alla creatività.

L’allievo va guidato ad una stretta vigilanza su se stesso: lucidità, intelligenza e sensibilità seguiranno inevitabilmente.

L’insegnante Jyotim non ha bisogno di “sorridere” per ingraziarsi la platea, la sua presenza deve dare fiducia e impulso per dominare il problema con genialità!!!

Egli deve sapersi bilanciare tra INTELLIGENZA e GENEROSITÀ!!

Individuato ciò che ingombra lo studente deve orientarlo e guidarlo, non deve imporre una morale, morale è solo la pratica.

Può dare giudizi di “buono o cattivo” solo in relazione alla pratica, deve quindi astenersi dal giudicare il comportamento psichico.

In una classe la sua presenza infonde “armonia”, per questo ogni tipo di disciplina non verrà imposto, verrà desiderato: è l’intelligenza che crea attenzione non la disciplina!!

L’insegnante che da tutto pretende tutto e se la sua opera viene accettata si realizza un legame straordinario. Ciò è possibile se chi si propone all’insegnamento abbia percorso e superato un certo cammino: il maestro è il risultato di una lunga esperienza prodotta dalla sua devozione verso l’azione!!!

L’allievo non va spinto a distinguere tra fisico e meditativo perchè la verità è raggiungibile con l’interezza dell’essere e la distinzione è solo una concessione fatta alla nostra esigenza di analizzare con troppa intellettualità.

Ciò che va cercato è la “saggezza istintiva del corpo” e cioè quella cosa che oltrepassa e comprende la vita e che presiede al funzionamento armonioso dell’uomo.

Renato Turla Istituto Yoga Kanda

Renato Turla
Istituto Yoga Kanda

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